Intervistiamo Rocco Pisilli, presidente di Atomico APS, che ci offre uno sguardo sul panorama regionale della Basilicata.
Paesaggi lucani
Paesaggi lucani. Foto di Rocco Pisilli.
  1. Ciao Rocco! Chi è Atomico?

Atomico Progetti è per un terzo un gruppo di amicə, per un quarto un'associazione di promozione sociale, e per la parte restante una comunità tenuta insieme dal desiderio di vivere, animare e creare bellezza nel territorio lucano. Siamo un contenitore, un catalizzatore, insomma, un fatt'apposta.

Il nostro lavoro punta a valorizzare i territori che abitiamo e i loro saperi locali, riconoscendo nelle nuove generazioni persone portatrici di innovazione e cambiamento. Vogliamo riscrivere le narrazioni che riguardano la Basilicata (e il Sud Italia in generale) attraverso l'organizzazione di eventi culturali, la produzione di output digitali e transmediali, la realizzazione di progetti editoriali e azioni di cura per la comunità. L'obiettivo è costruire una rete partecipata, proattiva e inclusiva, capace di sostenere una traiettoria di sviluppo condivisa per la regione. Siamo guidati dai valori di uguaglianza, transfemminismo, condivisione, convivialità, intergenerazionalità e rispetto per l'ambiente.

2. Perché è stato importante mappare le realtà artistiche e lə artistə attivə nella vostra Regione?

La domanda che ci siamo postə all'inizio era semplice, quasi ingenua: quante persone che fanno arte conosci in Basilicata? Esiste uno spazio per il confronto, la produzione e la conoscenza di artistə qui? Da quella domanda è nato CONTATTO, un progetto di ricerca sul territorio lucano realizzato in collaborazione con il Museo TAM di Matera, e con te Roberta!

L'obiettivo era mappare e raccontare un panorama di artistə residenti e/o operanti in Basilicata, fornire una panoramica delle diverse pratiche e ricerche nel contemporaneo, e analizzare lo stato di salute del lavoro culturale nella regione attraverso uno sguardo intergenerazionale e plurale nei linguaggi. Il risultato è un archivio in divenire, sparpagliato ma non casuale.

I numeri dicono già molto: hanno contribuito 67 artistə che operano in 21 comuni lucani, con un'età compresa tra i 20 e i 70 anni, e oltre l'80% si dedica all'arte da più di 5 anni. Sono dati che raccontano una scena seria, radicata, diffusa sul territorio. La fase di raccolta e analisi si è conclusa a maggio 2025 con un evento presso il Museo TAM di Matera, ma la mappa continua a vivere come dossier-paesaggio della regione, e ha orientato le nostre nuove attività su quelli che sono emersi come bisogni chiari: spazi per la cultura e opportunità di sostenibilità economica per chi lavora nel settore, anche a 5 anni da Matera-Basilicata 2019.

CONTATTO _ Mappatura dell’arte in Basilicata. Incontro al Museo TAM (2025)
CONTATTO. Mappatura dell’arte in Basilicata. Incontro al Museo TAM (2025) Crediti fotografici: Cora Baratti
Mostra finale. Basilicata 2061 _ Residenza artistica a Rotondella (2025)
Mostra finale. Basilicata 2061. Residenza artistica a Rotondella (2025) Crediti fotografici: Cora Baratti

3. Se volessi descrivere il panorama della Basilicata, quali progettualità culturali attive racconteresti a chi si affaccia sul territorio?

Ne citerei tre, molto diverse tra loro, che insieme danno l'idea della varietà di quello che si muove qui (ovviamente si potrebbero citare molte altre realtà).

Il Museo TAM (Tower Art Museum) di Matera è un museo d'arte contemporanea che produce due mostre l'anno. Non nasce da una collezione permanente ma lavora per costruirne una attraverso le relazioni con lə artistə coinvoltə, ibridando produzione artistica contemporanea e contesto storico. È anche una storia di impresa culturale raccontata in modo trasparente: prima ancora di aprire formalmente al pubblico, nel dicembre 2022, si è narrato attraverso il progetto Volevo solo aprire un museo su YouTube e Instagram. Sicuramente per noi è una realtà che è un punto di riferimento, che ci ha supportato e che continua a farlo in molte delle nostre iniziative.

Fayda.exe nasce come collettivo artistico multidisciplinare a Policoro, nel cuore della costa ionica lucana. Il fulcro del progetto è la sperimentazione e il rapporto trasversale tra diverse discipline: ibridi audiovisivi, archivi sonori, performance. Dal 2022 è diventata associazione di promozione sociale, per necessità di esprimere le proprie ricerche attraverso eventi, workshop e talk. L'affetto nei confronti del territorio genera infiniti spunti di ricerca (scientifico, folkloristico, storico, geologico) che si scontrano poi con linguaggi di programmazione a nodi e decostruzioni sonore, al fine performativo e installativo.

Radura è un'associazione nata da poco a Latronico. Attraverso gli strumenti della ricerca territoriale, della pratica artistica, delle competenze relative alle ultime tecnologie, si propone di dare spazio a una nuova identità al territorio lucano, un’identità tutta da costruire grazie alla creazione di reti tra associazioni, enti e realtà, con particolare attenzione per quelle nate dal ritorno e dall’investimento giovanile. Una radura contemporanea, che sa dialogare con il proprio territorio, ma che si popola anche dei rapporti, delle relazioni e degli incontri nati lontano, dagli spostamenti e dai transiti: alla piante spontanee si mescolano quelle portate dal vento e ne nascono nuove specie ancora da scoprire.

Paesaggi lucani(2)
Paesaggi lucani. Foto di Rocco Pisilli

4. In termini di produzione culturale e di lavoro, pensi ci siano buone occasioni di crescita del settore? Come stanno lə artistə e lə operatorə culturali?

La scena artistica lucana è viva e ricca, e la mappatura CONTATTO lo dimostra con chiarezza. Sessantasette artistə distribuitə in ventuno comuni, con decenni di pratica alle spalle e una varietà di linguaggi che va ben oltre l'immagine folkloristica che spesso si sovrappone alla regione. C'è una comunità reale, fatta di persone che lavorano e resistono.

Eppure mancano spazi. Mancano opportunità concrete di sostentamento economico. Manca un pubblico più ampio, capace di sostenere e restituire valore a chi produce arte contemporanea qui. Sono limiti strutturali, non nuovi, che rendono difficile immaginare una carriera artistica radicata nel territorio. Quello che Atomico cerca di fare (e che vediamo fare anche ad altre realtà) è lavorare proprio su questi nodi: costruire reti, creare occasioni di incontro, rendere visibile quello che esiste già. La mappatura è anche questo: un atto politico di riconoscimento.

Le artiste selezionate. Basilicata 2061 _ Residenza artistica a Rotondella (2025)
Le artiste selezionate. Basilicata 2061. Residenza artistica a Rotondella (2025) Crediti fotografici: Atomico Progetti

5. Per vicinato ed empatia: ci puoi citare altre progettualità che seguite nel panorama italiano, capaci di testimoniare un gemellaggio etico-professionale con la mission di Atomico?

Due realtà in particolare ci sembrano vicine per valori e approccio. La prima è Generact, di Foggia, una comunità di persone giovani che riattiva spazi urbani dimenticati attraverso arte, musica e cultura dal basso, con progetti come il FaFa Fest che ogni anno trasforma aree abbandonate della città in luoghi di incontro e produzione. La seconda è AUNA APS, di San Giorgio del Sannio in Campania, che lavora su memoria collettiva e pratiche artistiche con una forte attenzione alle questioni di genere.
Quello che ci accomuna è un'idea simile di cultura come strumento di cura del territorio e delle comunità, una stessa diffidenza verso le narrazioni calate dall'alto, e la convinzione che il lavoro più importante si faccia nelle reti orizzontali, nel vicinato (geografico e affettivo) tra realtà che si somigliano senza per questo doversi somigliare del tutto.

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Paesaggi lucani. Foto di Rocco Pisilli.

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