La residenza si terrà dall'8 settembre al 12 ottobre 2025 a Canosa di Puglia (BAT)
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La giuria, composta da Vincenzo Estremo (scrittore d'arte e direttore del corso di dottorato, NABA, Milano), Chiara Marino (direttrice, Richard Saltoun Gallery, Roma), Sofia Schubert (curatrice, responsabile mostre e residenze, Fondazione Elpis, Milano), Ibrahim Nehme (direttore, Beirut Arts Center) ha selezionato 5 candidati tra le oltre 300 domande pervenute da tutto il mondo.

Località: Canosa di Puglia (BAT), Puglia, Italia

Date: 8 settembre - 12 ottobre

La residenza In-ruins 2025 è organizzata in collaborazione con la Fondazione Elpis; ospitata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Foggia e BAT e dal Comune di Canosa; con il Patrocinio della Fondazione Italia Patria della Bellezza e della FAC (Fondazione Archeologica Canosina); in sinergia accademica con University College London (UCL) / AHA Network / Arts Council England, coordinato da Nastassja Simensky; e la collaborazione scientifica della Scuola Interuniversitaria di Specializzazione in Beni Archeologici delle Università di Bari “Aldo Moro” e di Foggia.

Media partner \ Salgemma

Design \ Studio Co-Co

Balam Bartolomè
Balam Bartolomè

Balam Bartolomé (Ocosingo, Messico) ha conseguito una laurea in Arti Visive presso l’UNAM (Messico). È stato borsista della Pollock-Krasner Foundation (USA), della Fondazione Jumex (MX), del Patronato de Arte Contemporáneo (MX) e del Fondo Nazionale per la Cultura e le Arti (MX). Attualmente è membro del Sistema Nazionale dei Creatori del Ministero della Cultura messicano. La sua pratica esplora la relazione tra cultura e materia, lo studio e l’analisi della storia e le sue derive nel presente. Ha esposto in biennali, spazi no-profit, gallerie e musei in America del Sud, Centrale e Settentrionale, Europa e Asia. Tra le manifestazioni più rilevanti si ricordano: Poli/Grafica de Puerto Rico (USA), 1ª BIENALSUR (AR), 1ª Biennale di Bristol (EN) e 15ª Triennale di Tallinn (EST). Ha inoltre partecipato alle seguenti residenze: Encuentro Regional de Arte (UY, 2007), International Studio & Curatorial Program (USA, 2009), Nordic Kunstnarsenter (NO, 2011), Bemis Center for Contemporary Arts (USA, 2014), Casa Wabi (MX, 2015), Flora Ars+Natura (CO, 2016), Sculpture Space (USA, 2017) e McColl Center (USA, 2025). È anche codirettore del progetto di ricerca artistica e storica Bienal Tlatelolca, a Città del Messico.

Xenia Benivolski
Xenia Benivolski

Xenia Benivolski è scrittrice, curatrice, FWO Fellow e dottoranda presso LUCA/KUL a Bruxelles. Lavora tra sound studies, cultura materiale e arti visive. La sua ricerca indaga le vite materiali e ideologiche delle composizioni musicali e degli strumenti come agenti di trasformazione politica, spirituale e territoriale, esplorando come gli artefatti sonori si registrino come forme viventi e scultoree: cose dotate di “potere-oggetto”. I suoi interessi si estendono allo statuto ontologico degli strumenti, al metabolismo della forma monumentale e all’acustica della memoria e della violenza. È Research Fellow 2025 presso l’Orpheus Instituut per studi avanzati in musica ed è Visiting Researcher 2026 presso l’Università di Harvard. Tra i progetti recenti: una borsa di ricerca 2024 alla National Gallery of Canada sulle architetture sonore coloniali, e conferenze pubbliche presso Tate Modern, CCS Bard, Kunsthall Trondheim e Harvard. Dal 2021 al 2023 ha curato You Can’t Trust Music, un programma digitale per e-flux. I suoi scritti compaiono regolarmente su Frieze, The Wire ed e-flux journal.

Giuseppe Di Liberto
Giuseppe Di Liberto

Giuseppe Di Liberto (Palermo, 1996) è un artista visivo che vive e lavora a Venezia. La sua pratica si formalizza attraverso un approccio multidisciplinare e la sua ricerca attuale ruota attorno al tema della morte e dei suoi sviluppi socio-antropologici nell’area mediterranea, oltre che alle visioni apocalittiche contemporanee. Le sue opere sono state esposte in numerose istituzioni pubbliche e private, tra cui: Galleria Internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro (Venezia, 2026), CAA Art Museum (Hangzhou, Cina, 2025), Fondazione Merz (Torino, 2024), La Quadriennale di Roma (Roma, 2022/23), Mercerie (Bruxelles, 2023), Fondazione Imago Mundi (Treviso, 2021), The Address Gallery (Brescia, 2022), Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia, 2021) e Galleria Poggiali (Milano, 2021–2024).

Benedetta Fioravanti
Benedetta Fioravanti

Benedetta Fioravanti (Ascoli Piceno, 1995) lavora principalmente con immagini in movimento e progetti site-specific. Nel 2025 ha preso parte a Windows presso Authorized Dealer Gallery con Now Instant (Los Angeles) e a Machine Wreckers: 20 acts in one day presso Spazio Punch (Venezia). Nello stesso anno ha realizzato una mostra personale presso MEGADUE a Bologna. Nel 2024 ha realizzato il titolo di apertura per la 17ª edizione del festival Lo Schermo dell’Arte a Firenze e ha partecipato alla 15ª Biennale dell’Avana (Cuba). Sempre nel 2024, è stata selezionata per il programma di residenza Wonderful! Art Research Program – 1ª edizione a Firenze, partecipando anche a mostre collettive come Anche in un castello si può cadere (Firenze), La prima volta presso Casa Testori (Milano) e alla proiezione ROMA CAPODARTE al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Nel 2023 è stata selezionata per il Nuovo Grand Tour promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiC, partecipando a mostre collettive alla Fabbrica del Vapore (Milano), Fondazione Stelline (Milano) e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Guarene). Nel 2022 ha preso parte al Progetto Estuario a Prato. Nel 2020 e nel 2019 ha partecipato alle residenze Progettoborca – ex Villaggio Eni Corte di Cadore (Borca di Cadore, Belluno) e Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton (Treviso).

Steffi Stouri
Steffi Stouri

Steffi Stouri è una ricercatrice e curatrice con base ad Atene. Ha conseguito un master in Museum Studies presso l’Università di Amsterdam e una laurea in Storia e Filosofia della Scienza presso l’Università Nazionale Capodistriana di Atene, con una specializzazione in filosofia ed epistemologia femminista. La sua ricerca e pratica curatoriale si sviluppa intorno a epistemologie femministe e postcoloniali, risonanze sonore e trascrizioni d’archivio. I suoi progetti curatoriali si concentrano spesso su esperienze incarnate e storie frammentate, con l’obiettivo di mettere in discussione le narrazioni dominanti attraverso pratiche collaborative e mostre innovative in situ. Nel 2025 ha ricevuto la borsa ARCAthens NOLA/NYC, dedicandosi alla ricerca sul potenziale del suono come medium artistico e strumento di narrazione riparativa e resilienza comunitaria tra New Orleans e New York. Ha curato la mostra Otherlands (2024) presso il sito archeologico di Heraion Perachora, ed è stata curatorial associate per il programma delle arti visive della Greek National Opera Unboxing Callas (2023). Ha collaborato con musei e istituzioni culturali come Biblioteca Nazionale Greca (GR), Greek National Opera (GR), Museo Nazionale d’Arte Contemporanea (GR), Atopos CVC (GR), ΎΛΗ[matter]HYLE (GR), Allard Pierson (NL), Pilotenkueche (DE), The Breeder Gallery (GR) e Athens Museum of Queer Arts (GR), nei settori della curatela, produzione e mediazione.

Promosso da Associazione Archeofuturo dal 2019
In-ruins è un programma di residenza dedicato a esplorare le potenzialità dell’incontro tra arte contemporanea e archeologia attraverso il transitorio insediamento di artisti, curatori e ricercatori nei pressi di siti monumentali del meridione.
In-ruins ripensa il territorio attraverso il suo passato, rende antiche rovine luoghi di incontro e porta nel cuore di territori periferici la sperimentazione urgente e attuale di creativi internazionali. Affondando le proprie radici in un pensiero post-meridiano e mediterraneo, il progetto mira a valorizzare non solo il patrimonio archeologico, ma anche le tradizioni, i miti e le storie delle comunità stesse che da sempre lo custodiscono.

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