Dopo "Il Salotto" dello scorso ottobre, Salgemma lancia il Laboratorio Sperimentale di Onomaturgia con l’artista Noura Tafeche

Sabato 15 novembre dalle 10.00 alle 18.00 presso l’Ex Macello a Putignano (BA), si terrà il secondo appuntamento di PRIMIZIE #01 – Confidenze, nuove parole e pratiche artistiche di autodeterminazionea, con il contributo del Consiglio regionale della Puglia nell’ambito dell’Avviso “Futura. La Puglia per la parità – 3^ edizione”. A cura del team composto da Alessandra Costantiello,  Roberta Mansueto e Francesca Schinzani.

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Locandina secondo appuntamento / design by Rosy Balena

Che cos’è l’Onomaturgia? Il termine si riferisce all'atto di coniare neologismi, ovvero parole o espressioni che prima non esistevano nella lingua. L'onomaturgia è anche una branca della linguistica che si occupa di studiare l'origine, l'autore e la data di prima attestazione di queste parole.

Il laboratorio sarà per noi uno spazio di creazione collettiva in cui idee, nuove parole e riflessioni si mescoleranno e daranno vita a forme imprevedibili che vogliono scomporre le narrazioni egemoniche e dominanti.

Esiste una parola che descriva il nostro rapporto emotivo con il lavoro? 

Se sì, la sua definizione cosa produce in noi?

Se no, come possiamo colmare questo vuoto?

Nell’intercapedine di queste domande non troveremo risposte definitive, ma esercizi di riflessione partecipata che possano dare vigore e corrispondenza allo spirito delle nostre domande.

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Versione Beta. Credits l'artista e Fondazione CRT

DESCRIZIONE DEL LABORATORIO E TEMI.

Precarietà, produttività, flessibilità, contratto a chiamata, CEO, burnout, smart working…
Quante e quali parole definiscono oggi la nostra esperienza lavorativa?
Quante parole abbiamo a disposizione per descrivere le strutture di potere che attraversano i sistemi economici, sociali e produttivi del contesto lavorativo contemporaneo?
Entro quali geografie si muovono questi processi, e come si storicizzano nei corpi, nelle vite e nelle abitudini di chi lavora?

Con quali termini lavoratrici, precari, freelance, operatrici e operatori culturali e non solo raccontano le proprie esperienze, le condizioni materiali, o denunciano le disuguaglianze e le mancanze di tutela che definiscono la nostra epoca?

Quali parole utilizziamo (o quali abbiamo perduto) per parlare di quella tensione collettiva che un tempo chiamavamo lotta di classe? Come definiremmo il ricatto dell’identificazione totale con la carriera?

I ridicoli appellativi anglofoni delle gerarchie aziendali ? È un limite o un vantaggio che la maggior parte delle riflessioni critiche sul lavoro, sulla precarietà e sulle nuove forme di sfruttamento cognitivo ed economico, arrivi a noi attraverso anglicismi che spesso disinnescano il potenziale politico delle parole e ne smussano l’urgenza?

Con il laboratorio di onomaturgia desideriamo accendere un dibattito in lingua italiana sul lessico del lavoro e sulla sua capacità (o incapacità) di nominare il conflitto, la fatica, la cooperazione e il desiderio di trasformazione.
Attraverseremo ciò che accade dentro le grandi catene produttive globali alle periferie del lavoro precario, per rintracciare le parole — ancora da inventare — che possano restituire forza, intervento e dignità alle nostre esperienze lavorative, modellando con maggiore precisione i nostri diritti e i nostri desideri.

Il laboratorio mira a individuare e nominare le asimmetrie, le posture di potere, le forme di sfruttamento e le strategie di resistenza che caratterizzano il lavoro contemporaneo, ma anche a immaginare nuove possibilità di alleanza e solidarietà.
Un piccolo prontuario sperimentale di smontaggio e riassemblaggio: coniare parole nuove per  rinnovare sensibilità e bisogni individuali o collettivi, diversificare strumenti di analisi, stimolare nuovi dibattiti, e smantellare comportamenti, discorsi o gerarchie ancora poco (o forse fin troppo) familiari.

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Versione Beta. Credits l'artista e Fondazione CRT

A CHI SI RIVOLGE?

Il progetto è rivolto ad artistə, operatorə e lavoratə culturali, studentə universitari e accademici, creativə e artistə emergenti. Può aprirsi anche a persone provenienti da altri settori, purché abbiano viva la curiosità e l'attitudine al lavoro di gruppo.

*Il laboratorio si terrà in lingua italiana.

SABATO 15 novembre 2025  presso la Sala Mediterraneo dell'Ex -Macello di Putignano (BA)

dalle 10:00 - 13:30 

/pausa collettiva /

dalle 14:00 - alle 18:30 

POSTI LIMITATI e con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA


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Noura Tafeche_ Credits : Domen Pal / Aksioma

BIO.

Noura Tafeche è un'artista visiva, ricercatrice indipendente e onomaturga. Si è laureata in Nuove Tecnologie per l'Arte presso l'Accademia di Brera, con un particolare focus sul campo del net.art e dell'intrattenimento radicale ma la sua vera scuola è stato The Influencers Festival.

Artista visiva, onomaturga e ricercatrice indipendente, la cui pratica spazia tra installazioni, metodologie d'archivio, laboratori sperimentali, video, creazione di neologismi e disegno in miniatura.

La sua ricerca esplora la cultura visiva e i suoi intrecci tecno-politici, con particolare attenzione al militarismo digitale, all'estetica online, alle iper-nicchie di internet e alla cultura dei meme.

È inoltre impegnata nella sperimentazione linguistica e nell'articolazione visiva degli immaginari contemporanei. Ha esposto, tenuto conferenze e condotto laboratori presso Aksioma (Ljubljana), transmediale (Berlin), Disruption Network Lab (Berlin), Aarhus Kunsthal (Aarhus), Fotomuseum Winterthur (Winterthur), Impakt (Utrecht), Foto Colectania (Barcelona), Design Museum (Helsinki), Tainan Art Museum (Tainan), Tomorrow Maybe (Hong Kong), Triennale Milano (Milano), Pirelli Hangar Bicocca (Milano), Almanac Inn (Turin), Mattatoio (Roma), Dutch Art Institute (Arnhem), Institute of Network Cultures (Amsterdam), and the European Union Representative Centre (Al Quds, Palestine).

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